Laboratori in presenza · dagli 8 anni

Tuo figlio userà l'intelligenza artificiale. Meglio che prima la capisca.

Laboratori in presenza per bambini e ragazzi dagli 8 anni, in gruppi piccoli e divisi per età. Si scopre come fa una macchina a imparare, cosa sa fare bene e dove sbaglia. Sotto i 14 anni nessun account a nome dei bambini e nessun chatbot sul loro schermo.

8–10 anni11–13 annidai 14 anni
Chiedi informazioni

Sede e date non sono ancora fissate. Lascia un contatto: ti avvisiamo per primo, senza impegno e senza pagare niente.

Prima di tutto

Le domande che ci fanno i genitori

«Non è troppo piccolo?»

A 8 anni no, se il laboratorio è pensato per gli 8 anni. Niente formule alla lavagna. Si gioca a far indovinare un disegno a un computer, si allena la webcam a distinguere una mela da una banana, si scopre che con pochi esempi il programma sbaglia. Prima si tocca, poi si capisce: come le frazioni con la torta.

«Altre ore davanti a uno schermo?»

Meno di quante pensi. Ogni incontro comincia senza computer: carta, penne, carte da gioco, un gioco di ruolo. Lo schermo arriva quando serve a provare un'idea, e si usa in coppia. Con i più piccoli gli incontri sono brevi e hanno una pausa in mezzo.

«Cosa impara davvero?»

Tre cose che restano. Una macchina impara dagli esempi, non da regole scritte da qualcuno. Se gli esempi sono pochi o sbilanciati, sbaglia. Quando ha davanti una macchina deve saperlo, e la macchina può avere torto. Con i più grandi si aggiungono: riconoscere un'immagine o una voce generata, cosa non scrivere mai in un chatbot, come controllare una risposta prima di fidarsi.

«Con chi parla mio figlio, esattamente?»

Con un formatore in aula e con i compagni. Non con un chatbot. Sotto i 14 anni nessun bambino apre un account e nessuno chatta con un'intelligenza artificiale dal proprio schermo. Se serve mostrarne una, lo fa il formatore dal proprio account, proiettata, e se ne parla insieme. Dai 14 anni le cose cambiano, e lo spieghiamo più sotto.

I percorsi

Tre fasce, tre modi di imparare

Un bambino di 8 anni e un ragazzo di 15 non fanno lo stesso laboratorio con parole diverse. Fanno cose diverse. Lo stesso bambino può farle tutte e tre, una dopo l'altra.

8–10 anni

Capire

Come fa un computer a imparare? Con gli esempi, come noi. Si comincia senza schermo: si classificano oggetti come farebbe un programma, si gioca alla rete neurale con carta e penna. Poi Quick, Draw!, dove la macchina indovina i disegni e quando sbaglia ci si chiede perché. Teachable Machine, per allenare la webcam a distinguere due oggetti dell'aula: si inquadrano le cose, non i bambini. AI for Oceans, per insegnare a un programma a riconoscere i rifiuti in mare. Si chiude con un gioco di ruolo: il robot che consiglia. Chi decide? Chi controlla?

Porta a casa: un riconoscitore allenato da lui, da rifare con te nel browser senza installare niente, e le tre domande da fare a qualsiasi IA: chi ti ha insegnato? con quali esempi? come faccio a controllare?

Niente account, niente chatbot.

11–13 anni

Costruire

Qui si costruisce qualcosa che funziona: un gioco in Scratch che riconosce un gesto o un suono, un quiz che «capisce» le risposte, un modello allenato dai ragazzi e messo dentro un progetto loro. Due squadre allenano lo stesso programma con esempi diversi e confrontano gli errori: è la lezione sui pregiudizi delle macchine, senza chiamarla così. Poi la gara «vero o generato?» su immagini e voci. Il chatbot compare una volta sola, proiettato dal formatore con il suo account: una richiesta fatta bene e una fatta male, una risposta inventata, come si verifica. I ragazzi non hanno account.

Porta a casa: il progetto in Scratch, la scheda «vero o generato» con i segnali per riconoscere un contenuto artificiale, e un'abitudine: nel chatbot non si mettono dati personali.

Account di classe creati dal formatore, senza email né nomi.

dai 14 anni

Creare

Un progetto proprio, da spiegare a fine corso: un piccolo assistente, un sito, un'analisi di dati. Come funziona davvero un modello linguistico: predice la parola successiva, e da lì tutto il resto. Come si scrive una richiesta che ottiene qualcosa di utile. Come si controlla una risposta prima di fidarsi. Poi la parte che a scuola manca: deepfake e reputazione, gli algoritmi che consigliano, i chatbot «amici» (Character.AI li ha chiusi ai minorenni a fine 2025) e cosa cambia nei mestieri.

Porta a casa: il prototipo e una scheda di trasparenza che dice quali strumenti di IA ha usato e per cosa.

IA generativa solo con il tuo permesso scritto e con account che ammettono la sua età; gli strumenti riservati ai maggiorenni restano al formatore.

In aula

Come funziona un incontro

01

Si comincia senza schermo

Carta, carte da gioco o un gioco di ruolo. L'idea del giorno arriva prima dalle mani che dal computer.

02

Si prova

Al computer, in coppia. Un'attività breve con un obiettivo chiaro: allenare, costruire, far funzionare.

03

Si rompe

Pochi esempi, esempi sbagliati, esempi tutti uguali: si guarda cosa fa il programma quando lo si mette in difficoltà. È qui che si capisce come funziona.

04

Si racconta

Ognuno spiega ai compagni cosa ha scoperto, a parole sue. Saper spiegare è la prova che ha capito.

Le regole che ci diamo

Un laboratorio per minori si giudica da quello che non fa

Questi impegni li scriviamo prima di aprire le iscrizioni, così puoi tenerceli a mente.

Sotto i 14 anni, nessun account a nome dei bambini

I chatbot più diffusi (ChatGPT, Gemini, Claude, Copilot) fissano nei loro termini età minime tra 13 e 18 anni, e in Italia nessuno di questi è pensato per un bambino. Nelle fasce 8–10 e 11–13 usiamo strumenti didattici che girano nel browser: Quick, Draw!, Teachable Machine, AI for Oceans di Code.org, Scratch con Machine Learning for Kids. Nessuno di questi riceve dati personali dei bambini: dove serve un account (Machine Learning for Kids) è un account di classe creato dal formatore, senza email né nomi; dove si salva qualcosa (i disegni di Quick, Draw!) è anonimo. Con la webcam si inquadrano oggetti, non persone.

Dai 14 anni, solo con il tuo permesso scritto

Dai 14 anni i ragazzi possono usare un'intelligenza artificiale generativa dal proprio schermo, ma solo con un account autorizzato per iscritto da te e solo con i servizi i cui termini ammettono la loro età. Quali, con quali impostazioni e con quali regole lo scriviamo nel modulo di consenso, prima di cominciare. Gli strumenti riservati ai maggiorenni, come Claude, restano al formatore, in proiezione: non li tocca nessun ragazzo.

Un consenso scritto, prima del primo incontro

Per chi ha meno di 14 anni, l'accesso a tecnologie di intelligenza artificiale richiede il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale (art. 4, comma 4, legge 132/2025). Dai 14 anni la legge lascia al ragazzo il consenso al trattamento dei suoi dati connesso all'uso di sistemi di IA, se le informazioni sono chiare e comprensibili: noi le scriviamo così, e chiediamo comunque anche la tua firma. Prima di cominciare ricevi un modulo che descrive attività e strumenti, e firmi solo quello. Per chiedere informazioni, adesso, non serve.

Le regole in aula

Nei modelli e nei chatbot non si inseriscono mai dati personali, propri o di altri. Nessuna foto e nessuna registrazione dei bambini senza un consenso separato, tuo. Il formatore ha sempre l'ultima parola su cosa si apre e cosa no.

Pochi dati, e solo i tuoi

Nel modulo in fondo alla pagina chiediamo il tuo nome, un contatto, la città e la fascia d'età. Non il nome di tuo figlio, non la data di nascita, non la scuola. Il titolare del trattamento è Andrea Lorini (Ai-Audit.it), lo stesso dell'informativa privacy del sito. I dati servono a risponderti e ad avvisarti quando i laboratori partono: nient'altro. Puoi chiederci di cancellarli quando vuoi.

Le regole europee, spiegate a loro

Il Regolamento europeo sull'IA vieta dal 2 febbraio 2025 i sistemi che sfruttano l'età per manipolare il comportamento (art. 5). Dal 2 agosto 2026 chi mette a disposizione un'IA deve far sapere che è un'IA e rendere riconoscibili i contenuti generati (art. 50). Sono regole per chi costruisce e usa questi sistemi: noi le insegniamo, con parole da bambini. Non promettiamo certificazioni né bollini di «conformità»: promettiamo che a fine corso tuo figlio sappia quando ha davanti una macchina.

Per chiarezza

Cosa non troverai qui

Nessuna certificazione: a nove anni non serve un attestato, serve capire. Nessun bollino di «conformità»: le regole per un laboratorio con minori le rispettiamo, ma non le vendiamo come marchio. Nessun «tuo figlio costruirà la sua intelligenza artificiale»: imparerà a riconoscerne una, ad allenarne una piccola e a diffidarne nel modo giusto. Ci sembra già molto.

E nessuna città scritta a caso. Sede e date arrivano quando avremo abbastanza famiglie nella stessa zona: preferiamo dirtelo ora.

Chi siamo

Le stesse persone che formano aziende e professionisti

scuola-ai è il marchio formazione di Ai-Audit.it. Insegniamo a imprese e professionisti come usare l'intelligenza artificiale e quali regole rispettare, e teniamo già corsi in presenza per adulti. I laboratori per bambini e ragazzi nascono da questa esperienza, con un formatore in aula e un programma scritto apposta per ogni età.

I programmi seguono cornici pubbliche e verificabili: il quadro delle competenze sull'IA per studenti dell'UNESCO (2024), le cinque grandi idee di AI4K12, i materiali didattici di Day of AI del MIT e di Code.org. Non li abbiamo inventati noi: li abbiamo adattati a un'aula italiana e alle regole italiane.

A che punto siamo

Sede, date e costi non sono ancora definiti

Questa pagina raccoglie l'interesse delle famiglie. Nessun pagamento, nessuna iscrizione: solo un contatto per avvisarti.

Stiamo scegliendo la sede in base a dove sono le famiglie che ci scrivono. Per questo nel modulo chiediamo la città o la provincia. Le date arrivano dopo la sede, e le comunichiamo prima a chi è in lista.

Stiamo valutando tre formati: incontri il pomeriggio in settimana, il sabato mattina, oppure una settimana durante le vacanze scolastiche. Nel modulo puoi dirci quale ti è comodo: la risposta ci serve davvero per decidere.

Il prezzo dipende dal formato e dalla sede, e lo diciamo insieme alle date: non pubblichiamo una cifra che non abbiamo ancora deciso. Quando la comunicheremo avrai tutto il tempo di valutare. La richiesta di informazioni non vincola a niente.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono i genitori

Mio figlio non ha mai programmato. È un problema?

No. Non è un corso di programmazione. Si parte da come una macchina impara dagli esempi, e per questo bastano carta, penna e una webcam. Chi vuole programmare lo fa in Scratch, a blocchi, dagli 11 anni. Il codice vero arriva solo dai 14, e solo per chi lo sceglie.

Deve portare un computer da casa?

Lo diciamo insieme a sede e date, perché dipende dall'aula. Per chiedere informazioni non serve niente.

Mio figlio usa già ChatGPT. Non è tardi?

No, ed è proprio il motivo per fare il laboratorio. Chi usa già un chatbot di solito non sa cosa c'è dietro, perché a volte inventa e cosa non bisogna scriverci dentro. Dai 14 anni lavoriamo esattamente su questo, con il tuo permesso scritto. Sotto i 14 il chatbot non è sul suo schermo: lo vede proiettato dal formatore e impara come funziona senza usarlo.

Ha 13 anni e mezzo. In quale fascia va?

Conta l'età che avrà per la maggior parte del ciclo, ma se è a cavallo tra due fasce ne parliamo prima insieme: scrivilo nel messaggio. Più dell'anno di nascita conta come sta in gruppo e cosa ha voglia di fare. Sotto gli 8 anni per ora non partiamo.

Posso restare in aula?

Lo decidiamo insieme prima di cominciare, in base alla sede e al gruppo. Di solito i ragazzi lavorano meglio senza pubblico; se tuo figlio ha bisogno di averti vicino, dillo quando ti ricontattiamo e troviamo il modo.

Mio figlio ha un disturbo dell'apprendimento o bisogni educativi speciali. Può partecipare?

Ne parliamo prima con te, a voce, per capire insieme se il formato è adatto invece di scoprirlo in aula: i gruppi sono piccoli e le attività non sono a tempo. Nel modulo non scrivere diagnosi o altre informazioni su tuo figlio: lascia il telefono e chiedi di essere richiamato.

Rilasciate una certificazione?

No, non rilasciamo certificazioni e non ne inventeremo una. A fine ciclo tuo figlio porta a casa il suo progetto e sa spiegarlo. Se ti serve un attestato di partecipazione, per esempio per la scuola, chiedilo nel modulo.

Quanto costa?

Dipende dal formato e dalla sede, che non abbiamo ancora scelto. Lo comunichiamo insieme alle date, prima di chiedere qualunque iscrizione. Lasciare un contatto non costa niente e non impegna a niente.

Cosa succede ai dati che lascio qui?

Restano in un archivio di Ai-Audit.it e servono a risponderti e ad avvisarti quando i laboratori partono. Non li usiamo per altro e non li cediamo a nessuno. Non chiediamo il nome di tuo figlio: solo la fascia d'età. Puoi chiedere di cancellarli quando vuoi, rispondendo alla nostra email o scrivendo all'indirizzo dell'informativa privacy.

Lista d'attesa

Dicci che ti interessa. Ti avvisiamo noi.

Compila tu, non tuo figlio: di lui ci serve solo la fascia d'età. Ti rispondiamo per email e ti avvisiamo quando sede, date e prezzo sono decisi. Nessun pagamento, nessun impegno.

Più figli in fasce diverse? Scegli quella del primo e dicci le altre nel messaggio.

Ti scriviamo qui. Controlla anche la posta indesiderata.

Solo se preferisci essere richiamato.

Ci serve per scegliere la sede. Basta il comune, non l'indirizzo.

Non scrivere qui il nome di tuo figlio, diagnosi o altri suoi dati: per una richiesta di informazioni non servono.

I dati che inserisci qui (nome, email, telefono se lo lasci, città, fascia d'età e numero dei figli, messaggio) sono trattati da Andrea Lorini (Ai-Audit.it), titolare del trattamento, solo per risponderti e per avvisarti quando i laboratori partono. La base giuridica è il tuo consenso (art. 6, par. 1, lett. a, Regolamento UE 2016/679): puoi ritirarlo quando vuoi rispondendo alla nostra email, e cancelliamo la richiesta. Li conserviamo fino all'avvio dei laboratori nella tua zona e comunque non oltre 12 mesi. Non chiediamo il nome di tuo figlio e non raccogliamo altri dati del minore oltre alla fascia d'età. Il consenso all'uso di strumenti di intelligenza artificiale da parte di un minore di 14 anni (art. 4, comma 4, legge 132/2025) non si dà qui: lo chiediamo con un modulo a parte, solo quando il corso è confermato. Il modulo è protetto da Cloudflare Turnstile, che analizza segnali tecnici del browser senza cookie. Informativa completa nella pagina privacy.

Da dove vengono le regole di questa pagina

Legge 23 settembre 2025, n. 132, art. 4, comma 4: consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale per l'accesso dei minori di 14 anni alle tecnologie di IA; dai 14 anni il minore può esprimere da sé il consenso al trattamento dei dati personali connesso all'uso di sistemi di IA, se le informazioni sono facilmente accessibili e comprensibili. Art. 24, comma 2, lett. e): delega al Governo a prevedere percorsi di alfabetizzazione sull'IA, una cornice e non un requisito che questo corso certifica. · Codice privacy (D.Lgs. 196/2003), art. 2-quinquies: 14 anni come età del consenso digitale in Italia. · Regolamento (UE) 2016/679, art. 6, par. 1, lett. a) e art. 8. · Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act): art. 5, par. 1, lett. b) (pratiche vietate, dal 2 febbraio 2025) e art. 50 (trasparenza, dal 2 agosto 2026), obblighi in capo a chi fornisce e usa i sistemi. · Età minime dei chatbot: Claude 18 anni e Gemini 14 anni in Italia, lette nei termini dei servizi a settembre 2026; ChatGPT e Copilot fissano limiti fra 13 e 18 anni a seconda del paese. Le rileggiamo tutte prima di ogni ciclo e le riportiamo nel modulo di consenso.